Star Wars preso sul serio, ma non troppo

Poco tempo fa in un mondo vicino vicino, leggevo i tweet della mia timeline, quando Pablo Rodriguez, giornalista de El Mundo condivide la ricerca più freak e divertente che abbia mai letto: It’s a Trap: Emperor Palpatine’s Poison Pill.

L’autore, Zachary Feinstein della Washington University in St. Louis, si propone di analizzare l’economia galattica del mondo di Star Wars; in particolare si chiede quali siano le conseguenze finanziarie della distruzione di due stazioni di guerra, operative e completamente armate, della grandezza della luna, e quali problemi economici incontrerà l’Alleanza Ribelle.

La ricerca comincia parafrasando Obi-Wan Kenobi in Star Wars: Episodio IV — Una nuova speranza (1977): L’economia è “creata da tutte le cose viventi. Ci circonda e ci penetra; mantiene unita tutta la galassia”.

SEMI-OFF-TOPIC-1 Questa bellissima spiegazione di cosa sia la Forza viene distrutta in Star Wars: Episodio I — La minaccia fantasma (1999), quando Qui-Gon Jinn spiega che sono i midichlorian, minuscoli organismi presenti nel sangue delle persone, che permettono di sentire e manovrare la Forza. La Forza, da energia mistica che tutti avrebbero potuto imparare a controllare, diviene una disfunzione genetica analizzabile in laboratorio, come fosse colesterolo.

Definendo l’economia galattica

L’approccio al problema parte dal costo di costruzione della Morte Nera (in inglese, Death Stars).

Completando un’analisi fatta da altri nel 2012, l’autore calcola che la prima Morte Nera (DS-1) sia costata circa 193 quintilioni di dollari americani; mentre la seconda Morte Nera (DS-2), costruita tre anni dopo e significativamente più grande, sia costata circa 226 quintilioni di dollari americani.

L’autore immagina che la costruzione della DS-1 abbia comportato uno sforzo paragonabile a quello sostenuto dall’economia statunitense per la costruzione della bomba atomica negli anni quaranta. Con le dovute semplificazioni e proporzioni, si può calcolare che il Prodotto Galattico Lordo (GGP) sia di 4.6 sestilioni di dollari l’anno.

Definendo la crisi finanziaria galattica

Questo dato, quindi, viene usato per determinare la grandezza del settore bancario e finanziario dell’Impero Galattico al momento della distruzione della DS-2 e della morte dell’Imperatore Palpatine.

L’autore ipotizza, tra le altre variabili, che (1) l’Imperatore sia un conservatore che mantiene sotto controllo il debito pubblico e assicura un tasso di crescita annuo medio del 2% e (2) la distruzione della DS-1 abbia comportato sul mercato finanziario galattico un effetto simile a quello avuto sulla Terra dopo l’attentato alle Torri Gemelle del 2011.

Con queste semplificazioni, la distruzione delle due DS comporterebbe una perdita pari a 515.5 quintilioni di dollari, con ripercussioni finanziarie pari al 15–20% del GGP.

Considerando che l’Alleanza Ribelle è formata da scrappy underdog, l’autore conclude che l’intera galassia entrerà in una crisi economica di astronomiche proporzioni.

SEMI-OFF-TOPIC-2 Questo è un altro dei motivi per cui la trilogia originale (Episodio IV, V e VI) è molto più bella della nuova (Episodio I, II, III): nella prima sei un gruppo di ribelli idealisti che libera la galassia dal giogo di un terribile tiranno; nella seconda trilogia sei il potere costituito che si difende da un colpo di stato.

L’immagine di copertina è di Michał Kulesza (Licensa CC0)

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