Cara, vuoi unirti civilmente con me?

Negli anni ho sviluppato un’allergia alla parola tradizionale. Questo termine viene spesso usato, dalla morale alla cucina, per difendere privilegi ed evitare i cambiamenti.

Famiglia: (def. cristiana) un vecchio sposa una ragazzina e hanno un figlio tramite fecondazione eterologa.

Per restare nel tema unioni civili, penso che abbiamo già perso. Mi sembra che in piazza si stia urlando Sveglia Italia, vogliamo un compromesso!

Non parliamo di matrimonio, ma di unioni civili. È come se ci fossimo rassegnati all’idea che il diritto di sposarsi sia in realtà un privilegio degli eterosessuali e che il massimo a cui possiamo aspirare è la concessione di un paio di diritti.

Visto come siamo progressisti? Anche se siete diversi vi regaliamo un paio di diritti. Ora state buoni, ché le persone normali devono tornare ad amministrare il Paese.

D’altra parte, oggi, giorno delle manifestazioni a favore delle unioni civili, i tre giornali principali dedicano il titolo di apertura alle parole del Papa a difesa della famiglia tradizionale.

Forse è vero: per adesso, in Italia non possiamo sperare un maggiore livello di tutela dei diritti civili.

[Precedentemente pubblicato su Medium: qui]

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