Brutta aria per il PSOE

Nell’ultimo incontro con il Re Felipe, Pablo Iglesias, leader di Podemos, si è detto disponibile a sostenere un governo di sinistra a guida socialista. Successivamente, Rajoy rifiuta l’incarico a cercare di formare un governo sostenendo di non avere, in questo momento, una maggioranza.

Si potrebbe pensare che è una buona notizia per i socialisti, ma il PSOE non l’ha presa molto bene. La direzione del partito, infatti, ha scritto un comunicato aggressivo in cui accusa (1) a Podemos di anteporre i tatticismi politici all’interesse dei cittadini (2) a Rajoy di essersi sottratto ad un suo dovere costituzionale.

Il perché è semplice: nell’annunciare ufficialmente la volontà di formare un governo con il PSOE, senza prima consultarsi con Sanchez, Iglesias lascia unicamente sui socialisti la responsabilità della non formazione di un governo di sinistra.

La tattica di Podemos, come nota Torreblanca, è di far esplodere le contraddizioni del PSOE, diviso tra un’ala favorevole alla grande colazione con il PP ed un’altra disposta alla formazione di un governo di sinistra: l’obiettivo di Podemos non è di governare con il PSOE, come in Portogallo, ma di distruggerlo e rimpiazzarlo, come ha fatto Syriza con il PASOK.

Anche Rajoy ha capito la tattica di Podemos e ha rinunciato a tentare di formare un governo. Questa scelta, nota subito Scarpetta, ha l’effetto di dimunire il tempo a disposizione del PSOE per trattare con Podemos e Izquierda Unida un programma di governo.

Senza attendere la sconfitta in Parlamento di un governo di centrodestra, il Re potrebbe in qualsiasi momento invitare Sanchez a formare un governo.

Ulteriore dato interessante è che il termine di due mesi per la formazione del governo si calcola a partire dal primo voto di fiducia in Parlamento; se alla fine dei due mesi non si ha un governo stabile, si sciolgono le Camere e si avranno nuove elezioni.

El Pais calcola che se Rajoy avesse accettato, la prima votazione si sarebbe avuta il 29 gennaio o il 2 di febbraio, quindi il termine di due mesi sarebbe scaduto il 29 marzo o il 2 di aprile [..] le elezioni si sarebbero celebrate dopo 54 giorni, cioè, una delle ultime domenica di maggio. In questo caso non si potrebbe avere un Governo fino al mese di giugno o oltre.

Le elezioni si avvicinano, ma non troppo: tutto dipende dalla capacità di leadership di Sanchez.

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