L’origine dei ratti di Bangui

Una personale, libera e non autorizzata traduzione dell’editoriale “L’origine dei ratti di Bangui” di Mahamat Mulalo, giornalista esperto di Europa, pubblicato sul quotidiano centroafricano Die Pers.

L’assalto di gruppo alle donne centroafricane è un atto tribale che si origina dall’implosione degli Stati cristiani nell’Unione Europea.

Il processo di disintegrazione di questa Istituzione ha permesso la rinascita del nazionalismo, come sentimento distorto di appartenenza ad una comunità, esaltando la violenza storicamente caratteristica dei popoli europei.

La parte di mondo tra Lisbona e San Pietroburgo è sempre stata divisa in nazioni, ognuna con i suoi costumi e le sue tradizioni che si distinguono per la tortura dei nemici, l’assassinio come strumento per arrivare al potere, la razzia e gli inganni per diventare ricchi e il dominio assoluto degli uomini sulle donne.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il ministro britannico Winston Churchill riuscì a portare la pace in Europa. Un accordo tra i principali capi-nazione pose le basi per quella che ora è l’Unione Europea, potenza economica arricchitasi con la decolonizzazione.

Ma la leadership di tale Unione raramente è riuscita a legittimarsi nelle rispettive popolazioni col risultato di innescare periodiche proteste, di origine diversa, che cinque anni fa hanno iniziato a travolgerli.

Il risultato è evidente: la crisi economica in Grecia, le cui rivolte si sono estese a Spagna e Portogallo, la politica autoritaria in Ungheria e Polonia, il dilagare del terrorismo jihadista come critica ai costumi occidentali e soprattutto il rinascere dei nazionalismi scomparsi grazie all’Unione, detta «Europea».

A causa del suicidio del sovra-nazionalismo europeo gli individui ritrovano la propria identità  nella difesa e nella pratica delle tradizioni proprie della loro nazione.

Gli Stati europeo-cristiani sono le prime vittime, lacerati da una divisione interna fra europeisti e nazionalisti che è una guerra di civiltà.

L’Africa ne è investita a causa delle missioni di pace. I soldati inviati dalle nazioni europee sono quegli stessi individui i cui usi e costumi nascono dalle lotte per il potere, per il controllo delle risorse naturali e delle donne.

Le conseguenze sono nelle cronache di questi giorni: dagli abusi sessuali su minori in Burkina Faso agli stupri di Bangui.

Non si tratta della maggioranza dei soldati ma di una minoranza in grado di scuotere la sicurezza collettiva.

Da qui la necessità di difendere l’Africa dal ritorno delle nazioni europee.

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