Il terrorismo cresce nei ghetti europei

José Pedro Teixeira Fernandes, ricercatore e collaboratore dell’Universidade Lusófona, entra nella discussione sulle cause del terrorismo e pone l’attenzione al profilo degli attentatori di Parigi e di Bruxelles: uomo, giovane, di nazionalità europea, con origini familiari extra europee, solitamente nel sud del mediterraneo, nato in o esposto ad un ambiente culturale e/o religioso islamico, che vive in un ghetto nella periferia di una grande città europea

Sono giovani emarginati, senza una prospettiva di vita, chiusi in quartieri marginali che diventano il terreno ideale della propaganda jihadista. Gli ordini possono arrivare da Raqqa, ma gli esecutori sono nati in Europa, sono cresciuti in Europa, ma non si sentono europei, anzi odiano l’Europa, odiano la società dalla quale si sentono esclusi. 

La domanda da porsi è cosa è sbagliato: le politiche di integrazione o abbiamo superato i limiti di integrazione di nuove popolazioni? 

Personalmente, ritengo che la risposta a questa domanda è tutta politica e permette di rimarcare la differenza razzisti ed antirazzisti, tra conservatori e progressisti, tra destra e sinistra.

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