Il più keynesiano dei tedeschi

Vincenzo Comito recensisce Vertilungskampf (La lotta della distribuzione), l’ultimo libro di Marcel Fratzscher, già dirigente della BCE, attualmente direttore del DIW e membro del Glienicker Gruppe.

Secondo Fratzscher, la Germania è un paese ricco, ma i suoi abitanti sono poveri. Le ragioni sono due: la prima è che i tedeschi risparmiano lasciando il loro denaro in conti che rendono pochissimo e

La seconda ragione sottolineata dall’autore, più grave, è che si registra nel paese una grande diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza, tanto che esso è oggi tra i meno egualitari d’Europa. In Germania, sottolinea tra l’altro Fratszcher, il 10% della popolazione detiene il 65% dei patrimoni, mentre il 40% degli abitanti non possiede quasi niente. […] Alla radice del problema lo studioso vede la presenza di una bassissima mobilità sociale. Tra l’altro, egli ricorda che, mentre il 70% dei figli di laureati va all’università, lo fa soltanto il 20% dei figli dei non laureati. Manca un’eguaglianza di possibilità. Per questo, secondo lui, i poveri restano poveri e i ricchi restano ricchi.

L’analisi è documentata, la soluzione è liberista: ridurre il ruolo del pubblico e stimolare la concorrenza.

È interessante notare come Fratzscher sia considerato dai colleghi tedeschi un keynesiano.

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