Di beach volley olimpico, burkini e libertà di scelta

Partiamo dall’inizio: il burkini è stato inventato in Australia da Aheda Zanetti, cittadina australiana di sicure origini libanesi e, dato il cognome, di probabile discendenza italiana.

Anche se la creatrice sostiene che nel momento in cui s’è lanciata in questa attività aveva in mente la comodità delle donne che indossano il velo, il burkini si è rivelato anche un ottimo affare commerciale. La domanda è rapidamente cresciuta, afferma l’imprenditrice, secondo la quale in una decina d’anni sono stati venduti “oltre cinquecentomila costumi”. Nel 2016 le vendite sarebbero cresciute del 40 per cento.

A prova dell’attrattiva generata da questo mercato, molte aziende hanno seguito la strada di Ahiid, compresi alcuni importanti nomi non specializzati in moda islamica, come Marks & Spencer. Su scala mondiale, i consumatori musulmani hanno speso nel 2013 266 miliardi di dollari (236 miliardi di euro) in “vestiti e calzature”, secondo uno studio di Thomson Reuters.

Ricordiamo poi la non-notizia della partita di beach volley femminile tra Germania e Egitto:

Da una parte le atlete tedesche in bikini, oltre la rete le giocatrici egiziane con braccia e gambe coperte. Una delle due, Doaa Elghobashy, ha deciso di indossare anche l’hijab (il velo). Un’incontro sportivo ma anche di culture e sensibilità differenti. Il risultato dal punto di vista fotografico è indubbiamente singolare. Per la cronaca le tedesche si sono aggiudicate l’incontro per due set a zero.

Una domanda, quante donne ci sono nel comitato che decide gli standard delle divise di beach volley? 

Dal 1996 alle Olimpiadi di Londra del 2012, le giocatrici di beach volley dovevano indossare obbligatoriamente un bikini durante le partite, mentre per i membri delle squadre maschili erano previsti pantaloncini e canottiera non aderenti. Nel corso degli anni però le cose sono cambiate. Per le Olimpiadi di Sydney del 2000 la Federazione internazionale di pallavolo (FIVB) stabilì che i costumi indossati dalle squadre femminili di beach volley dovessero essere meno coprenti: probabilmente la decisione fu dovuta al tentativo di rendere più spettacolare e telegenico lo sport, che da poco era arrivato ai Giochi. In quell’occasione le atlete della squadra australiana protestarono per diverse ragioni: per via della temperatura (le Olimpiadi si svolsero a settembre, quando nell’emisfero australe è appena iniziata la primavera), per la scomodità del bikini rispetto ai costumi interi e per il fatto che non ci fosse una motivazione legata alle prestazioni per ridurre la dimensione dei bikini. 

Traduco di seguito i commenti di alcune femministe islamiche, riportati in un articolo de eldiario:

Il femminismo islamico è critico con i discorsi che uniscono in modo inequivoco la religione musulmana e il machismo e respinge molte delle posizioni piú tradizionali di quello che chiama ‘femminismo coloniale’: “Quello che pretende di imporci una guida sul come liberarci e le condizioni alle quali dobbiamo adattarci per essere donne libere”, afferma Wadia Duhni, che si definisce orgogliosamente ‘femimora’. […]

Nell’opinione delle attiviste, alla diffusione dell’islamofobia contribuisce il cosiddetto ‘purplewashing’, cioè la strumentalizzazione della lotta a favore delle donne per criminalizzare una parte della popolazione. “Quello che mi sorprende è che tutta questa supposta solidarietà con noi, queste voci che dicono che ‘per il nostro bene’ dobbiamo toglierci il velo non fanno niente contro le aggressioni che soffriamo”, dice Figueras.

Una menzione speciale merita l’umorismo, stereotipicamente inglese, della BBC:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...