Di satira e terremoto

La prima cosa che ho pensato, leggendo alcune reazioni alla vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto in Italia, è stata c’è un livello intermedio tra ‘brutti stronzi, meritate di morire’ e ‘la satira è libera e non può essere criticata’?

Poi, al bar, ho sentito un commento illuminante: anche io sono indignato, non si fa mica così la lasagna!

Come spesso accade, è Luttazzi che ti aiuta a capire: Quando sei nel dubbio, chiediti sempre: “Chi è il bersaglio?”

La satira fa quel cazzo che le pare e non può essere censurata, ma questo non significa che sia infallibile, immune da critiche. Può diffamare o fare apologia di reato, ad esempio, e allora interviene la legge. Oppure può diventare un’altra cosa e farsi beffa di vittime, e allora interviene la riprovazione sociale. In quella vignettaccia c’è solo sghignazzo. Atroce perché fatto sui morti. Se ti piace questo genere di cose, questo dice molto su di te.

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