Il grano Creso, nipote del Senatore Cappelli

In un vecchio articolo, il chimico gastronomico Dario Bressanini ricorda come:

Negli anni ’60 a loro volta le varietà di Strampelli furono sostituite da altre più produttive ottenute però, quasi sempre, da mutazioni o da incroci a partire dalle varietà del genetista di Castelraimondo, primo fra tutti il famoso grano Creso ottenuto irradiando con radiazioni nucleari il Cappelli.

Recentemente il Post ha ricostruito nel suo stile pop-spiegone le origini nucleari di alcuni alimenti:

Le radiazioni hanno la capacità di penetrare all’interno delle cellule e modificarne il DNA, producendo alterazioni e mutazioni come quelle che vengono riscontrate negli animali che da generazioni vivono intorno alla centrale di Chernobyl. Fin dagli anni Venti, gli scienziati hanno provato a sfruttare questa capacità delle radiazioni di “incrementare” la frequenza naturale delle mutazioni per ottenere piante con caratteristiche migliori o più utili all’uomo. […] Fu quello che accadde nel 1974 all’interno dei laboratori dell’ENEA. La maggior parte delle piante irradiate morì, ma una di loro sopravvisse mostrando caratteristiche utili: minore altezza e maggiore produttività. La varietà, che venne chiamata Creso, e i suoi discendenti, oggi costituiscono la maggioranza delle piante di grano duro coltivate nel nostro paese.

 

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