Vincolo di mandato alla portoghese

Visto che è iniziata la campagna elettorale – era quasi ora: mancano solo 18 mesi alle elezioni! – volevo chiarire una cosa sul vincolo di mandato alla portoghese, di cui parlano alcuni 5S, come Di Maio che su FB afferma:

Se uno vuole andare in un partito diverso da quello votato dai suoi elettori, si dimette e lascia il posto a un altro, come accade ad esempio in Portogallo.

Ecco, non è proprio così.

È vero, l’art. 160 della Costituzione Portoghese afferma che perdono il mandato i deputati che s’iscrivono a un partito diverso da quello per cui erano stati eletti.

Come sempre, però, il diavolo è nei dettagli: niente vieta di lasciare il proprio partito.

Nella pratica, infatti, succede che il deputato che lascia il proprio partito esce dal rispettivo gruppo parlamentare e rimane indipendente, non iscritto a nessun gruppo (un po’ come quelli che da noi stanno nel gruppo misto).

Un esempio: il 24 gennaio Domingos Pereira ha lasciato il Partito Socialista e l’unico problema che ne è nato riguarda la tenuta del governo Costa, che adesso ha il sostegno di una maggioranza parlamentare che è tale solo per un voto.

Elenco esemplificativo e non ragionato di fake news

L’esistenza di Dio, Zeus che si trasforma in toro, la Donazione di Costantino, i neri hanno la musica nel sangue, i Protocolli dei Savi di Sion, la crisi migratoria, le rivelazioni dell’Arcangelo Gabriele a Maometto, te lo giuro: siamo solo amici, il testamento di Marco Antonio letto da Ottaviano Augusto, le corna sugli elmi dei Vichinghi, e allora le foibe?, le Truppe speciali della 23ª divisione (note come Ghost Army), qualsiasi frase inizi con una volta, mio cugino…

Bisogna ripetersi

L’Italia è una Repubblica Parlamentare, eppure continuo a leggere frasi come questa:

L’arma contro la volontà popolare sono stati i governi alla Renzi e alla Monti non eletti da nessuno.

Bisogna ripetersi: in 70 anni nessuno dei 63 governi (né dei 27 primi ministri) è stato eletto dal popolo.

La volontà popolare è espressa dal Parlamento e non dal Governo, per questo ogni rafforzamento del secondo a danno del primo solleva dubbi di democraticità e deve essere molto ragionato.

Parola dell’anno: post-bullismo

Inizialmente avevo pensato ad un post pieno di link.

Per spiegare la contraddizione tra l’affermazione la casta è per il No e le dichiarazioni a favore del Sí che arrivano da Confindustria, Unione Europea e altri leader stranieri.

O per ricordare che i mercati si devono adattare alla realtà costituzionale e non il contrario.

O per sottolineare l’anomalia di un partito che vuole mandare a casa tutti i politici e crede tanto in questo ideale da non accettare un piccolo passo nella direzione che lo realizza.

O per notare l’ipocrisia di chi elimina ogni discussione sulla riforma usando il voto di fiducia e poi si lamenta che gli altri sanno dire solo No senza proporre un’alternativa.

O per dire che non dubitiamo della democraticità del Regno Unito, la cui Camera dei Lord è formata da 26 lord spiritual, esponenti della chiesa anglicana, e 789 lord temporal, che in parte si tramandano come seggi ereditari e in parte sono nominati a vita dalla regina.

O per analizzare le differenze con la Francia, che ha fatto una riforma simile quando è passata dal parlamentarismo della Quarta Repubblica al semipresidenzialismo della Quinta.

O per risalire al 1997 per trovare la prima volta il termine democrazia illiberale, che ben si adatta a molti degli attuali ordinamenti “occidentali”.

O per commentare una recente indagine di Harvad che mostra come le giovani generazioni siano sempre meno interessate alla democrazia e più disposte a vivere sotto un regime autoritario.

O per rispolverare Socrate e la sua diffidenza nei confronti dei sistemi democratici che non fossero accompagnati da una seria e diffusa istruzione della popolazione votante.

O per argomentare che la democrazia non é una partita di calcio e non si vincono le elezioni o i referendum.

Ma a che serve, se posso fare un brutto fotomontaggio o un commento da bomber per insultare chiunque non la pensi come me, convinto che non esiste altra verità al di fuori della mia visione del mondo?