È la fine di questa Europa?

L’autoritarismo tradizionale ti dice: Vai a visitare tua nonna!. È un ordine diretto, facilmente riconoscibile e, quindi, contestabile.

L’autoritarismo post-moderno ti dice Lo sai che tua nonna ti vuole molto bene? Non sarebbe bello andare a trovarla? Non è riconoscibile come un ordine, sembra lasciare a te la scelta se andare o meno a trovarla, ma allo stesso tempo ti dice che se non lo fai sei uno stronzo che non vuole bene a sua nonna.

L’Unione Europea sembra rientrare nella seconda categoria: “Sono fortemente contrario alla Grexit, ma non possiamo evitarla se il Governo greco non fa le riforme necessarie”. Non ci sono alternative: le scelte sono necessarie e se non vuoi attuarle, la colpa è tua.

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È svogliato l’alunno o autoritario il professore?

Gira su facebook, questa immagine, dove gli attuali leader (Merkel, Tsipras, Putin, Draghi, etc) sono rappresentati come compagni di classe del liceo.

Tsipras e Varoufakis vengono descritti come gli studenti che non vogliono studiare e alla proposta amichevole di Merkel ti posso aiutare ma prometti che da domani inizi a studiare rispondono stizziti, gridando al ricatto.

Finisce con Tsipras arrabbiato che insulta tutti e se ne va.Tsipras da Giovane

Stimolato da un amico, che mi ha taggato in un post con questa foto, ho immaginato la consegna del compito corretto dal professore.

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Di Grecia, referendum e Unione Europea

Sindacato miliardari, tu t’intendi di denari, ma di amici no. Tu non sai, tu non puoi. Non capisci la bellezza di una storia come questa da-da-da…

I debiti scadono il 30 giugno e il referendum sarà il 5 luglio; le istituzioni hanno fatto sapere che non concedono proroghe, neanche di una settimana, quindi la Grecia potrebbe dover dichiarare fallimento prima di decidere se accettare o meno il piano di aiuti.

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Un po’ di rispetto per i greci

L’articolo racconta l’esperienza diretta di una giornalista olandese che si occupa di esteri, soprattutto di Grecia, che chiede rispetto per i greci, pubblicamente insultati, umiliati e incolpati della crisi economica.

Conclude con una citazione del sociologo tedesco Wolfgang Streeck: la crisi greca non è il risultato delle tasche bucate dei greci, né dell’avarizia tedesca, ma è invece la dimostrazione dell’incompatibilità tra capitalismo e democrazia. La democrazia greca è solo la prima ad essere sacrificata sull’altare del capitalismo europeo. Leggi in inglese

Il posto della Grecia in Europa

La geografia e la storia aiutano a capire il rapporto con la Russia. Da un punto di vista geopolitico – nota Antonios Nestoras, ricercatore dell’Istitute for European Studies – la Grecia del diciannovesimo secolo è ponte tra Est e Ovest, occupando uno spazio geografico dove convergono tre forze: la forza culturale e intellettuale dell’Europa Occidentale, l’Imperialismo Russo e la retroguardia del tradizionale autoritarismo Orientale. […] Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ha prevalso l’idea che la Grecia appartiene all’Occidente. Continua a leggere su European Geostrategy, in inglese

SYRIZA è il nuovo PASOK?

Già prima delle elezioni – l’articolo è di ottobre 2014 – Philip Chrysopoulos notava molte similitudini tra i discorsi di Alexis Tsipras e Andreas Papandreou e si chiedeva se SYRIZA farà la fine del PASOK: nella sua retorica pre-elettorale, Papandreou ha parlato apertamente delle sue idee socialiste e della sua intenzione di ritirare la Grecia dalla NATO e dall’Unione europea, appena un anno dopo che la Grecia era diventata il suo 8° membro*. Il suo slogan, “La Grecia appartiene ai Greci”, era musica per le orecchie di tutti coloro che sostenevano che le potenze straniere erano colpevoli per i problemi della Grecia. Ovviamente questi discorsi pre-elettorali erano solo questo – discorsi pre-elettorali. Andreas Papandreou non ha mai realizzato le sue promesse. Continua a leggere su Greek Reporter, in inglese

*in realtà la Grecia, il 1° gennaio 1981, divenne il decimo membro della Comunità Europea.

Il segreto del successo di Syriza

Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena individuano nel mutualismo e nella contaminazione con i movimenti la base del successo di SYRIZA: partecipano alle proteste del 2011, sostengono le cooperative, donano il 10-20% del proprio stipendio a Solidarity4All, un’organizzazione formalmente apartitica ed indipendente, che coordina le iniziative di solidarietà sociale, soprattutto ambulatori popolari dove, gratuitamente, si prestano visite mediche, si distribuiscono medicinali, si somministrano vaccini. Leggi il reportage su MicroMega