La galassia della sinistra italiana

Nel giorno dei congressi (di semi-fondazione) di Sinistra Italiana e (di semi-scissione) del Partito Democratico, Concita de Gregorio prova a fare chiarezza sulla situazione attuale delle entità della sinistra italiana, dentro e fuori il PD.

Chi sta con chi. Per andare dove. Per fare cosa. Il disorientamento dei lettori di questo giornale e degli ostinati elettori del centrosinistra è lo stesso di tutti quelli, fra noi, che non siano cultori della materia o interessati a un seggio, spesso entrambe le cose.

Leggi l’articolo sul sito di Repubblica

L’utilità di Renzi per gli Stati Uniti

Dario Fabbri su Limes commenta la cena di Stato tra Renzi e Obama:
Innanzitutto – come spesso capitato negli ultimi anni – Washington utilizza Roma per rivolgersi a Berlino, ancora una volta sul tema dell’austerity. Proposito strumentale, parte dello scontro tra Stati Uniti e Germania, di cui spera di beneficiare anche il governo italiano, sicuro di avere la copertura statunitense nei confronti dei mercati. […] Infine segnalare il favore dell’amministrazione Usa nei confronti dell’attuale governo, considerato più funzionale per gli interessi della superpotenza di un possibile esecutivo targato 5 Stelle. Come dimostrato in precedenza dalle dichiarazioni dell’ambasciatore Phillips in favore del sì al prossimo referendum costituzionale, per Washington il governo Renzi resta un antidoto nei confronti dell’ignoto.
Tempo fa, sempre su Limes, Germano Dottori sottolineava un effetto Brexit, che probabilmente è anche uno dei significati nascosti della cena:
è infatti destinato a pesare molto di più in nostro favore il fatto che gli Stati Uniti abbiano perduto con il Regno Unito il più efficace vettore d’influenza di cui disponessero dentro l’Unione Europea. Questo ruolo è ora scoperto. È improbabile che Washington immagini di rimpiazzare la Gran Bretagna con la Polonia, anche se non mancherà qualcuno che ci penserà o lo proporrà. Varsavia ha in effetti molti amici e solidissime credenziali sul versante atlantico, ma il suo peso in Europa non è paragonabile a quello dell’Italia, che agli americani offre anche un più convincente supporto nel loro tentativo di spalancare ai turchi le porte dell’Europa comunitaria.
In fondo, un’ottimo scambio: l’appoggio statunitense nei mercati, anche se l’Italia conferma le sanzioni europee alla Russia, e le dichiarazioni a sostegno della Riforma del Senato, nell’ottica di una continuità del governo Renzi, contro il sostegno al TTIP e la conferma della presenza dell’esercito italiano in Afghanistan e in Lettonia.
Citazione

Autoironia

Sono tre le ragioni principali per le quali il cristianesimo ha così successo in Italia. La prima è che solo in Italia è normale che un “ragazzo” di trentanni viva con i genitori. La seconda è che solo in Italia è normale che un ragazzo pensi che sua madre sia vergine. La terza è che solo in Italia è normale che una madre creda che suo figlio sia dio.

Sconosciuto

Citazione

La politica del catenaccio

La Democrazia Cristiana aveva completamente adottato questa concezione perché i giocatori dovevano essere disciplinati e rispettare l’allenatore così come dovevano essere fedeli nei confronti della chiesa e della gerarchia cattolica. Ma anche i comunisti adottarono questa filosofia: per loro il catenaccio era il gioco dei poveri, dei proletari ed esaltava il senso del collettivo. L’organizzazione disciplinata della squadra riprendeva l’obbedienza nei confronti del partito e del suo segretario generale.

Fabien Archambault
Le contrôle du ballon. Les catholiques, le communistes et le football en Italie de 1943 au tournant des années 80

Un nuovo spettro si aggira per l’Europa

Anatole Kaletsky, economista e co-presidente di Gavekal Dragonomics, in un articolo pubblicato da Project Syndicate (e poi dal Guardian) commenta favorevolmente la scelta italiana di alzare il suo profilo europeo e proporsi come guida dell’Unione Europea.

Ma dove può guardare l’Europa disillusa dalla guida tedesca? I candidati ovvi non vogliono o non possono prenderne il posto: la Gran Bretagna si è auto-esclusa, la Francia è paralizzata fino alle elezioni presidenziali del prossimo anno e forse oltre, e la Spagna non riesce neanche a formare un governo. Questo lascia l’Italia, un paese che, pur avendo dominato la politica e la cultura Europea per gran parte della sua storia, è ora considerato “periferico”. Ma l’Italia sta riprendendosi il ruolo di luogo di nascita delle migliori idee europee e di guida in politica e anche, sorprendentemente, in economia.

Kaletsky loda il lavoro interno del governo Renzi, ricorda la trasformazione della BCE sotto la guida di Draghi e la politica estera di Mogherini; conclude affermando che con un po’ di fortuna una nuova generazione di leader italiani, astuti e agili, potrà surclassare i goffi dinosauri tedeschi, le cui antiquate dottrine e regole stanno portando l’Unione europea all’estinzione.

La “rinascita italiana” è riconosciuta come tale anche da Ryan Heath, giornalista della versione europea di Politico, che ha classificato il potere di influenza delle nazioni europee.

L’Italia ha una forte leadership, giustificata dalla stabilità e dall’agenda politica del governo (Renzi), ma una scarsa influenza, data dall’inesperienza del Rappresentante permanente dello Stato presso l’Unione (Calenda, nominato a marzo 2016*).

politico power matrixSempre su Politico, Dalibor Rohac, ricercatore dell’American Enterprise Institute, sostiene che ci sono ottime ragioni per preoccuparsi del futuro dell’Europa, ma la tendenza va verso una rinascita del pensiero e della leadership riformista.

L’esempio è Renzi:

il suo “jobs act”, adottato l’anno scorso nonostante l’opposizione dei sindacati, ha reso più semplice licenziare gli impiegati. Questo era praticamente impossibile per le imprese sopra una certa grandezza sotto la precedente legge, facendo pensare due volte i futuri datori di lavoro prima di assumere qualcuno.

Lo stesso spirito riformista guida l’ascesa di Marcon in Francia: a dispetto di un’ondata di proteste organizzate dei sindacati e l’atteggiamento sempre più critico dei media guidati dalla sinistra, il suo movimento politico, En Marche (“Avanti”), ha raccolto un indice di gradimento del 38 per cento, secondo un recente sondaggio.

E sorprendentemente anche in Grecia, di solito vista come un caso senza speranza quando si tratta di fare riforme, il partito di centro-destra Nuova Democrazia è ora avanti nei sondaggi sopra la sinistra radicale di Syriza.

A me, questo fantasma non piace per nulla.


* Aggiornamento del 9 maggio 2016: a quanto pare l’incarico di Calenda è già terminato (dopo meno di due mesi): Renzi per il dopo Guidi: “Calenda ministro dello Sviluppo economico”

Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia

Tra le iniziati intraprese dalla Commissione storica, nata nel 2009 su iniziativa dei governi italiano e tedesco,  rientra questo Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia.

Nella banca dati sono state catalogate e analizzate tutte le stragi e le uccisioni singole di civili e partigiani uccisi al di fuori dello scontro armato, commesse da reparti tedeschi e della Repubblica Sociale Italiana in Italia dopo l’8 settembre 1943, a partire dalle prime uccisioni nel Meridione fino alle stragi della ritirata eseguite in Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige nei giorni successivi alla liberazione.

Atlante delle stragi fasciste in Italia