M5Fiori

Joel Schalit, nella newsletter Trans-Europe Express di Euractiv, fa una delle migliori descrizioni del M5S:

The tone of the party’s politics has always been counter-cultural, albeit hippie-like, sans the labour emphasis of the older Italian left. Given that Grillo and party co-founder Gianroberto Casaleggio were both baby boomers, it made sense.

They were, in fact, ageing hippies, who, in classic 1960s fashion, had held onto most of the contrarian ideologies of their generation.

That cultural mix is what made 5 Star such a potent and appealing, Zeitgeist-like force 

Roma tra Marino e Raggi

In fondo Marino non è stata così male come sindaco!

Alcuni dei successi della Raggi sono riconducibili alla precedente giunta.

Un esempio, tratto dall’analisi fatta da Cecilia Gentile e Giovanna Vitale per la Repubblica:

«Abbassata la tariffa sui rifiuti con un risparmio in bolletta per i romani compreso tra l’1,5% e il 2%». È il secondo punto che Grillo pubblica nel suo elenco dei 43 successi della sindaca Virginia Raggi. […]

La Tari, la tariffa sui rifiuti, è stata pianificata nel 2015 con l’approvazione in assemblea capitolina dell’affidamento del servizio ad Ama per 15 anni. […] Il piano industriale approvato in epoca Marino, con Daniele Fortini presidente di Ama, prevedeva un’ulteriore riduzione con la costruzione di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti, progetto ora bocciato dall’amministrazione Raggi.

E l’analisi punto per punto: Giunta Raggi, i successi sul blog alla prova del fact checking

Vincolo di mandato alla portoghese

Visto che è iniziata la campagna elettorale – era quasi ora: mancano solo 18 mesi alle elezioni! – volevo chiarire una cosa sul vincolo di mandato alla portoghese, di cui parlano alcuni 5S, come Di Maio che su FB afferma:

Se uno vuole andare in un partito diverso da quello votato dai suoi elettori, si dimette e lascia il posto a un altro, come accade ad esempio in Portogallo.

Ecco, non è proprio così.

È vero, l’art. 160 della Costituzione Portoghese afferma che perdono il mandato i deputati che s’iscrivono a un partito diverso da quello per cui erano stati eletti.

Come sempre, però, il diavolo è nei dettagli: niente vieta di lasciare il proprio partito.

Nella pratica, infatti, succede che il deputato che lascia il proprio partito esce dal rispettivo gruppo parlamentare e rimane indipendente, non iscritto a nessun gruppo (un po’ come quelli che da noi stanno nel gruppo misto).

Un esempio: il 24 gennaio Domingos Pereira ha lasciato il Partito Socialista e l’unico problema che ne è nato riguarda la tenuta del governo Costa, che adesso ha il sostegno di una maggioranza parlamentare che è tale solo per un voto.

A chi risponde la sindaco?

Partiamo dalle basi: (1) Podemos non è il partito degli indignados, ma è solo una delle tante realtà nate dal 15M (2) M5S e Podemos sono due movimenti totalmente differenti.

Lucia Magi, giornalista di Internazionale, sintetizza bene perché i 5 stelle sbagliano quando si paragonano alle esperienze amministrative di Carmena e Colau, sindache rispettivamente di Madrid e Barcellona:

Carmena ha speso molte energie per prendere le distanze da Podemos e per schernirsi dai complimenti di Pablo Iglesias: “Non ho nessun vincolo organico con Podemos”, ripete, e precisa: “Sono assolutamente indipendente” […]

Poche settimane prima, durante la campagna per le legislative, Iglesias aveva provato a usare come bandiera anche la sindaca di Barcellona. Colau ha retto il gioco un po’ fredda, fino a smarcarsi del tutto in un libro-intervista uscito in marzo: [..] “Comunque Barcelona en comú non è Podemos. Non lo è mai stata”.

Una bella differenza con il codice di comportamento che sottopone le nomine dei collaboratori e le iniziative di alta amministrazione all’approvazione preventiva dello staff e dei garanti del M5S, pena una multa di 150mila euro.

Un accordo pre-mandato più simile a un commissariamento che a uno statuto etico.

Podem5s?

Sul suo blog, Giuliano Santoro, attivista, giornalista e autore del libro Un grillo qualunque. Il Movimento 5 Stelle e il populismo digitale nella crisi dei partiti italiani, analizza le somiglianze e le differenze tra Podemos e M5S.

Tra le altre, entrambi superano la distinzione destra-sinistra per sostituirla con quella popolo-casta: Podemos lo fa utilizzando l’armamentario postgramsciano dell’argentino Ernesto Laclau, mentre il M5S arriva a pulsioni legge-e-ordine o agli automatismi cripto-liberisti di chi sventola il curriculum rivendicando “meritocrazia”. Leggi