A chi risponde la sindaco?

Partiamo dalle basi: (1) Podemos non è il partito degli indignados, ma è solo una delle tante realtà nate dal 15M (2) M5S e Podemos sono due movimenti totalmente differenti.

Lucia Magi, giornalista di Internazionale, sintetizza bene perché i 5 stelle sbagliano quando si paragonano alle esperienze amministrative di Carmena e Colau, sindache rispettivamente di Madrid e Barcellona:

Carmena ha speso molte energie per prendere le distanze da Podemos e per schernirsi dai complimenti di Pablo Iglesias: “Non ho nessun vincolo organico con Podemos”, ripete, e precisa: “Sono assolutamente indipendente” […]

Poche settimane prima, durante la campagna per le legislative, Iglesias aveva provato a usare come bandiera anche la sindaca di Barcellona. Colau ha retto il gioco un po’ fredda, fino a smarcarsi del tutto in un libro-intervista uscito in marzo: [..] “Comunque Barcelona en comú non è Podemos. Non lo è mai stata”.

Una bella differenza con il codice di comportamento che sottopone le nomine dei collaboratori e le iniziative di alta amministrazione all’approvazione preventiva dello staff e dei garanti del M5S, pena una multa di 150mila euro.

Un accordo pre-mandato più simile a un commissariamento che a uno statuto etico.

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Uniamo il tuo tetto e il mio suolo

Podemos, Izquierda Unida (IU) e Equo hanno concluso un accordo per presentarsi uniti alle elezioni del 26 giugno in Spagna.

Come nota Isaac Rosa, giornalista de eldiario.es:

Due anni e mezzo per confermare, ancora una volta, que l’unione moltiplica, e che è l’unica alternativa. […] E si dimostrò perfettamente il 20D, quando [i movimenti] mareas e confluencias hanno vinto nei rispettivi territori e hanno trainato Podemos nel resto della Spagna.

Rosa individua l’origine del patto nel doppio colpo subito da Podemos e IU: il primo ha sbattuto la testa nel soffitto, nel tentativo di assaltare il cielo e superare il PSOE; il secondo è caduto di culo atterra, ma non tanto da sparire del tutto dai radar elettorali.

Nell’augurarsi che l’effetto moltiplicatore si realizzi, invita Iglesias e Garzón a non limitarsi ad una semplice stretta di mano formale:

[bisogna] aggregare i movimenti sociali e mobilizzare i cittadini per un viaggio che non termina il 26J, ma che invece inizia quel giorno.

Claro que Podemos!

Domenica 24 maggio 2015 si vota in 13 delle 17 comunità autonome di Spagna e in più di 8000 comuni. A novembre 2015, salvo sorprese insperate, si dovrà votare anche per le eleggere i membri del Parlamento e, quindi, il nuovo Governo.

Ho pensato fosse interessante ripercorrere brevemente la storia di Podemos, il partito politico che si è posto al centro della scena politica spagnola.

La mia prima timeline: De las plazas a las redes y de las redes a las plazas

È da notare che in votazioni importanti come le comunali di Madrid e Barcellona, Podemos ha rinunciato a correre da solo per trovare alleanze e sostenere candidati locali: Manuela Carmena è candidata con la lista Ahora Madrid, formata da Podemos e Ganemos; mentre Ada Colau è la candidata di Barcelona en Comú, che raggruppa Iniciativa, Esquerra Unida, Podemos, Procés Constituent e Equo.

In entrambi i casi i sondaggi sono molto incoraggianti: Madrid . Barcellona

I mezzi di Podemos

Podemos critica la qualità della rappresentanza, indipendentemente dalla sua ideologia.

Internet quindi viene messo al servizio della politica: Facebook e Twitter per comunicare, Reddit per condividere testi, link e video, Appgree e Agoravoting per votazioni online, siti di crowdfunding per i finanziamenti.

Il problema è che la chiave in politica non sono le declamazioni, né la poesia né le belle parole, ma le garanzie. Chi garantisce che le decisioni prese online vengano applicate effettivamente? Leggi in spagnolo

Perché Podemos non è SYRIZA

Molti sono i contatti tra Podemos e SYRIZA, così come molte sono le similitudini, ma c’è un’interessante differenza, sollevata da Camino Mortera-Martinez, del Centre for European Reform: SYRIZA individua il nemico all’esterno (la Troika), mentre Podemos ha un nemico interno (la Casta). Leggi, in inglese

Podem5s?

Sul suo blog, Giuliano Santoro, attivista, giornalista e autore del libro Un grillo qualunque. Il Movimento 5 Stelle e il populismo digitale nella crisi dei partiti italiani, analizza le somiglianze e le differenze tra Podemos e M5S.

Tra le altre, entrambi superano la distinzione destra-sinistra per sostituirla con quella popolo-casta: Podemos lo fa utilizzando l’armamentario postgramsciano dell’argentino Ernesto Laclau, mentre il M5S arriva a pulsioni legge-e-ordine o agli automatismi cripto-liberisti di chi sventola il curriculum rivendicando “meritocrazia”. Leggi

Da dove arriva Podemos?

Il giornalista Giles Tremlett racconta la nascita di Podemos e la situazione sociale ed economica spagnola in cui si muove. Lo spiegone è la traduzione/riassunto di un articolo pubblicato da The Guardian (la traduzione integrale è sull’Internazionale N. 1102).

Viene sottolineato il ruolo di Pablo Iglesias, conduttore televisivo e professore di scienze politiche alla Universidad Complutense di Madrid, con un passato vicino ai movimenti di sinistra: Da adolescente Pablo Iglesias ha militato tra i giovani comunisti di Vallecas, una delle zone più povere di Madrid dove ancora oggi vive in un modesto palazzo pieno di scritte e graffiti. Poco più che 20enne, Iglesias ha fatto parte del movimento no global, partecipando al G8 di Genova. Leggi